Diario del Palio, si comincia!

Diario di bordo, data astrale 27.07.2026: -46 giorni all’11 settembre.

Chi riconosce i due uomini nella foto?

Se avete detto “Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri”, probabilmente avete già qualche capello bianco, e probabilmente vi state già commuovendo un po’. Erano i giudici arbitri storici di Giochi Senza Frontiere, la trasmissione TV che ha fatto sognare intere generazioni tra gli anni ’60 e gli anni ’90: squadre di città e paesi di tutta Europa, prove assurde e coloratissime, gente vestita da gallina e ostacoli gonfiabili.

Se invece non avete idea di chi siano, nessun problema: continuate a leggere, tra poco vi spieghiamo tutto. Perché il punto è proprio questo: bei tempi, direbbe la nonna al nipote. Tempi in cui ci si sfidava dal vivo, in piazza, senza filtri né replay, con la squadra del proprio quartiere e il pubblico a bordo campo a fare il tifo. Tempi analogici.

Ecco, da oggi Basiglio ha la sua occasione per rivivere qualcosa del genere: nasce il Palio di Basiglio, e da qui all’11 settembre sentirete sempre più spesso parlare di carriole, barattoli e palloncini insaponati. Benvenuti anche nel Diario del Palio, il taccuino che da oggi vi accompagnerà fino all’ultimo fischio della prima edizione: un po’ di racconto, un po’ di aggiornamenti, uno sguardo dietro le quinte di come si costruisce una festa così.

Ma cos’è, di preciso, questo Palio?

Tre giorni, dall’11 al 13 settembre, in concomitanza con la Festa Patronale “Basiglio è…”, in cui il paese si divide in squadre e si sfida a colpi di tiro alla fune, corse di carriole, lanci di palloncini insaponati e chi più ne ha più ne metta. Le residenze di Milano 3, i nuovi quartieri di Milano 3.0, il centro storico, Cascina Colombaia, Abitare, Borgo Vione: tutti in campo, tutti con una squadra, un colore e un Capitano.

Non vince per forza il più forte. Vince chi partecipa di più, chi si diverte di più, chi trascina in campo il vicino di casa che “no dai io non sono sportivo”. Ecco, soprattutto per quel vicino di casa: questo Palio è anche suo.

E gli arbitri, tornando a Pancaldi e Olivieri? Non promettiamo la stessa severità, né la stessa proverbiale imparzialità, ma lo spirito sì: regole chiare, occhio vigile, e la giusta dose di teatro quando serve.

Perché un diario, e perché proprio ora

Perché una festa così non si racconta con un comunicato stampa e basta. Ci vuole un diario di bordo, di quelli con le macchie di caffè virtuali, che segua tutto il viaggio: dalla preparazione più caotica alla gara più sudata, fino all’ultimo punto assegnato.

Quindi, cosa aspettarvi da qui in avanti?

La marcia di avvicinamento. Nelle prossime settimane vi racconteremo come nasce un Palio: le riunioni del Comitato (con relativi litigi bonari su quanti punti valga uno strike ai barattoli), i capitani che si scaldano, le squadre che iniziano a scegliere i colori. I regolamenti delle singole discipline, comunque, non ve li facciamo sudare fino all’ultimo: sono già online sul sito da domani, per chi non vede l’ora di studiarseli tutti d’un fiato.

Il countdown. Man mano che settembre si avvicina, aggiornamenti più frequenti: iscrizioni, calendario delle gare, curiosità dal Comitato.

La diretta (quasi) live. E poi, l’11 settembre: per tre giorni questo diario diventa il vostro punto di riferimento sul campo, orari delle gare, aggiornamenti, classifiche parziali disciplina per disciplina, tutto in tempo, diciamo, “ragionevolmente reale”. Non aspettatevi la puntualità di una diretta Sky, aspettatevi l’entusiasmo di chi sta guardando la partita più bella dell’anno con il telefono in una mano e un panino nell’altra. Se non volete perdervi nulla del Palio, insomma, sapete già dove tornare.

Il compito per casa (facoltativo, ma non troppo)

Da oggi a settembre avete un solo dovere: iniziare a guardare i vostri vicini con sospetto agonistico. Chi sarà il vostro Capitano? Chi tira meglio alla fune? Chi, invece, è chiaramente più tagliato per la torta fatta in casa che per la corsa delle carriole? Parlatene, organizzatevi, litigate bonariamente sui colori della squadra.

E poi, un obiettivo tutti insieme, giovani (soprattutto i giovani!) e meno giovani: proviamo a stare qualche ora lontani dagli smartphone. Torniamo analogici, tutti quanti, giusto per vedere l’effetto che fa.

Noi, intanto, andiamo a prepararvi il prossimo episodio.

A prestissimo, e ricordatevi: al Palio non vince chi è più forte, vince chi partecipa e coinvolge di più.

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